Ricetta dematerializzata, un passo importante verso una realtà più accessibile

Da diversi anni il settore della Sanità sta affrontando un cambiamento, un “aggiornamento”, che si è dimostrato essere estremamente necessario. Per molto, forse troppo tempo l’Italia è rimasta a guardare: oggi siamo uno dei Paesi europei più indietro rispetto al programma di digitalizzazione. L’obiettivo principale è sempre stato quello di muovere passi importanti e decisi verso questo cambiamento nel settore. Per questo motivo si è puntato molto sulla nuova tessera sanitaria, sul fascicolo sanitario elettronico e ora sulla ricetta dematerializzata. Per capire meglio come funzioni questo tipo di ricetta è doveroso definire di che cosa si tratti e in che modo possa interagire con il medico che la prescrive e il paziente.

 

Cos’è la ricetta dematerializzata

Nonostante se ne parli molto da qualche anno, il tema della ricetta elettronica è stato introdotto a partire dal 2011, quindi non proprio ieri! Siamo nel sistema della Sanità Digitale e di tutti i suoi servizi che sono tutt’altro che recenti. Questo tipo di ricetta, come lascia intendere il suo nome, vuole sostituire la versione tradizionale, ovvero le classiche ricette rosse del medico. È nata con lo scopo di avere attività sincronizzate di prescrizione e di erogazione da parte delle farmacie. In questo modo è possibile eliminare in modo progressivo l’uso di supporti cartacei.

Funziona in modo molto semplice: il medico ottiene una serie di numeri (NRE) che sostituiscono i blocchi vecchi di ricette e possono così prescrivere un farmaco dal sistema di riferimento. Si può identificare ed effettuare la prescrizione online, usando gli NRE che sono stati a lui assegnati. A questi si dovrà associare il codice fiscale del paziente e con un semplice click si può generare la ricetta elettronica sul server. Si stamperà e consegnerà al paziente un promemoria.

 

Le ordinanze più recenti e le nuove regole

Il 19 marzo 2020 è stata emanata l’Ordinanza n. 651 della Protezione Civile che ha stabilito una serie di nuove regole. Il paziente non è più tenuto a recarsi fisicamente dal medico per ritirare il promemoria di cui abbiamo appena parlato. In questo modo ottiene la prestazione senza doversi spostare fisicamente da casa. Ogni paziente può richiedere la trasmissione del promemoria senza stamparlo e senza doverlo così ritirare. In che modo avviene la trasmissione?

 

  • Può essere allegata a un messaggio di posta elettronica, indicando al medico l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) o quello di posta ordinaria;
  • Si può scegliere la comunicazione telefonica del Numero di Ricetta Elettronica;
  • Può essere inviato un SMS o un messaggio via app di comunicazione istantanea contenente il numero richiesto della Ricetta Elettronica.

 

Chi dispone di un Fascicolo Sanitario può anche trovare la ricetta e scaricarla direttamente sul computer e portare la prescrizione in farmacia. A quel punto il paziente potrà utilizzare la sua tessera sanitaria, dalla quale sarà acquisito il codice NRE grazie al codice fiscale riportato sulla carta.

 

Perché è così importante la ricetta dematerializzata

Come abbiamo già accennato nelle righe precedenti lo scopo di questa scelta, e di molte altre che stanno coinvolgendo diversi settori, è quella di compiere un passo importante verso una realtà più accessibile e veloce per tutti. Ciò chiama in causa da un lato i professionisti e dall’altra i cittadini che vogliono accedere a una serie di servizi, anche a livello sanitario. La ricetta dematerializzata è prima di tutto uno strumento che vuole sincronizzare diverse attività di prescrizione, facilitando il lavoro di medici, farmacisti e ogni altro membro del settore. E intanto si cerca di sostenere attivamente l’accesso dei cittadini a una serie di attività che possono essere altamente semplificate.

La ricetta elettronica online altro non è che il risultato di un progetto che è stato avviato a partire dall’approvazione dell’art. 50 della legge 326/2003. Qui sono stati introdotti tutti gli strumenti elettronici già citati e anche l’obbligo di inviare i dati di tutte le ricette da parte delle farmacie e dei medici.

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