La tradizione della Befana: feste, usanze e cibi tipici dell’Epifania

Come tutti sanno, l’Epifania, giornata comunemente associata all’arrivo della Befana, decreta ufficialmente la fine delle feste natalizie. Si festeggia il 6 Gennaio, tra usanze, piatti tipici, leggende e tradizioni tutte da scoprire.

Le origini dell’Epifania

Secondo la tradizione, storicamente la prima Befana in assoluto fu Egeria, una ninfa consigliera del secondo Re di Roma, Numa Pompilio. Sul finire di Dicembre, quest’ultimo era solito appendere una calza nella grotta della dea, trovandola il mattino dopo colma di buoni consigli.

L’origine della parola Epifania proviene da epifaneia, termine greco il cui significato è “manifestarsi”. Non a caso, per la religione cattolica, fu proprio in questi giorni che il Bambin Gesù si manifestò rivelandosi il figlio di Dio.

Per quanto riguarda invece il nome Befana, esso deriverebbe dal termine Epifania opportunamente storpiato: “Befania”, la versione del passato, diventò successivamente Befana.

La leggenda legata a questa festa vede protagonisti i Re Magi, i quali chiesero informazioni a un’anziana signora poiché non riuscivano a trovare la grotta di Gesù Bambino. Insistettero per far sì che la vecchina li seguisse, ma lei si rifiutò. Solo dopo, pentita di essersi tirata indietro, tentò di ritrovarli portando con sé un cesto pieno di dolci. Bussò di casa in casa, regalando dolci a ogni bambino che trovava, nella speranza di imbattersi nel piccolo Gesù. E per farsi perdonare continuò a farlo da quel giorno in poi, dispensando doni ai bambini come fecero i Re Magi con il Salvatore.

La Befana è da sempre rappresentata come un’anziana donna dai capelli bianchi, con un fazzoletto avvolto in testa e vestita alla meno peggio: indossa un’ampia e lunga gonna, un grembiule, uno scialle consumato e delle ciabatte logore. Esattamente come Babbo Natale, la notte tra il 5 e il 6 Gennaio scende dal camino e riempie le calze che i bambini lasciano a disposizione per lei. Ai più bravi la Befana porta dolci e giocattoli, ai monelli carbone e cenere.

Ultimo aggiornamento il Luglio 4, 2020 7:03 pm

I cibi tipici dell’Epifania

Durante le feste natalizie in tutta Italia la regola è una sola: mangiare bene! Il pranzo di Natale in famiglia è una tradizione irrinunciabile, tra squisitezze varie e panettoni.

Ma sono diverse anche le prelibatezze dolciarie legate all’Epifania, in base alla regione di appartenenza.

Il dolce tipico del Veneto è la Pinsa, preparato con frutta secca e farina di mais. In Toscana troviamo i cavallucci di Siena e in Piemonte la Fugassa d’la Befana, al cui interno sono nascoste due fave, una bianca e una nera: a chi trova per primo quella bianca tocca pagare il dolce, chi trova quella nera deve invece offrire da bere.

In Campania regnano struffoli e pastiera, ad Ancona le pecorelle, dolci dalle forme divertenti ispirate agli elementi caratteristici di questa festa.

In Liguria i dolci dell’Epifania sono gli anicini, le ciambelle dei Re Magi, in Versilia i befanini.

 

Come si festeggia l’Epifania

Nonostante la città della Befana sia Urbania, in tutta Italia si tengono feste, mercatini, concerti, sagre ed eventi di vario tipo. Alcune usanze cambiano di zona in zona: a Montescaglioso, in provincia di Matera, i cosiddetti Cucibocca vanno in giro incappucciati, con un enorme cappello di canapa, una fitta e lunga barba e ai piedi una catena spezzata. Mostrando un lungo ago da calzolaio spaventano i bambini minacciandoli di cucir loro la bocca. Così i piccoli fuggono a letto consentendo alla Befana di riempire le loro calze.

In alcuni paesi del Trentino, del Friuli e della Toscana invece i ragazzi si travestono da “befani” e vanno in giro a chiedere dolciumi da regalare ai bambini.

C’è poi chi decide di concedersi un viaggetto per le vacanze di Natale, trascorrendo anche l’Epifania fuori. Tantissime sono le mete ideali in questo periodo dell’anno, sia per gli amanti del mare che per gli amanti della montagna.

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