Balbuzie: forme, età d’esordio, trattamenti

La balbuzie è definita come una disfluenza nel verbo e si tratta di un disturbo abbastanza diffuso. Ne soffre quasi l’1% della popolazione adulta che, sommata ai soggetti che soffrono di balbuzie infantile porta il numero dei balbuzienti in Italia a oltre 1 milione di soggetti. Stiamo quindi parlando di una problematica diffusa, che può portare a una serie di problematiche ad essa correlati. Chi soffre di balbuzie mostra un eloquio poco fluente, con varie pause, insistenza su diverse sillabe, difficoltà serie nel parlare. Esistono diverse forme di balbuzie, che possono comunque essere risolte utilizzando apposite terapie.

 

Le forme della balbuzie

Balbettare o tartagliare, così si esprime il modo che i balbuzienti hanno di parlare. Questi due verbi sono però eccessivamente generici, visto che tale disturbo si manifesta solitamente in un modo ben preciso, per ogni singolo soggetto. Si parla di balbuzie clonica quando si manifesta la ripetizione coatta di una singola sillaba, o di un gruppo di fonemi. La Balbuzie tonica invece è quella che causa una sorta di blocco all’inizio delle parole, che si mostra anche con la gestualità e può portare all’utilizzo di parole che non contengano i fonemi “difficili” da pronunciare. Chi manifesta la balbuzie mista associa le due precedenti forme, con ovvie problematiche mentre parla. Si definisce balbuzie palilalica quando il singolo soggetto tende a ripetere costantemente specifiche sillabe, che possono non avere alcuna correlazione con le parole che intende effettivamente pronunciare. Questo disturbo si può manifestare anche in forma latente: il soggetto ha paura di balbettare, quindi non parla, o tende a farlo poco e molto lentamente.

 

Quando compare il disturbo

Si parla di balbuzie primaria quando a manifestarla sono bambini con età inferiore ai 3-6 anni. Questa problematica si manifesta spesso nei bimbi che stanno cominciando a parlare e può essere correlata a un problema di sviluppo fisiologico, nelle strutture atte al parlare; spesso chi ne soffre è del tutto inconsapevole. Nella maggior parte dei casi di balbuzie infantile primaria il problema si risolve da solo, con la crescita del bambino. La balbuzie infantile secondaria si manifesta in un periodo che va dai 6 ai 14 anni, con preponderanza dell’inizio del periodo scolare. Una buona percentuale di coloro che manifestano la balbuzie secondaria hanno mostrato almeno uno o più episodi di balbuzie infantile primaria. Si calcola che circa il 30% dei bimbi che balbetta intorno ai 2-3 anni ricomincerà a farlo in un secondo tempo.

 

Come si cura la balbuzie

Salvo rari casi la balbuzie è un disturbo non correlato a vere e proprie patologie. Stiamo infatti parlando di una problematica che coinvolge la sfera emotiva del soggetto che ne soffre. Per questo motivo non esiste una terapia farmacologica che permetta di eliminare il disturbo. Si parla piuttosto di terapia psicologica o comportamentale, alla quale è certamente di grande utilità che partecipino anche le persone più vicine balbuziente; in primis i genitori, nel caso di bambini, per arrivare però anche ai nonni, alla eventuale baby sitter e agli insegnanti. Si tratta di dare degli strumenti, al bambino e ai genitori, per risolvere la balbuzie, ma anche per superare le paure del singolo soggetto, correlate all’ansia o ad ambiti di tipo emotivo.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi