Alimenti ricchi di vitamina D, ecco quali sono

La vitamina D è essenziale per il mantenimento del nostro buono stato di salute. Oltre a favorire il benessere delle nostre ossa e dei denti, è una valida alleata delle nostre difese immunitarie. Già, perché per rimanere in salute è necessario poter contare su un sistema immunitario forte.

Tutti sappiamo come la vitamina D venga sintetizzata dal nostro organismo attraverso l’assorbimento dei raggi del sole effettuato dalla pelle (e difatti si consiglia, laddove possibile, di rimanere esposti ai raggi solari dai 10 ai 20 minuti al giorno ogni qualvolta se ne abbia l’occasione). Tuttavia, seppur sia scarsamente presente negli alimenti, fatta eccezione per alcuni, è anche possibile introdurla attraverso la nostra alimentazione.

Mai come in questo periodo di forte stress causato dalla pandemia da Coronavirus che ha colpito il mondo, può essere utile conoscere quali siano le principali fonti alimentari di vitamina D: ecco i cibi che ne sono ricchi.

 

Alimenti ricchi di vitamina D

 

Olio di fegato di pesce. L’olio di fegato di pesce (merluzzo) è considerato da sempre un efficace integratore di origine popolare. E, probabilmente, è la maggiore fonte alimentare di vitamina D. Un esempio? 450 UI per cucchiaino, ovvero il 75% del fabbisogno giornaliero raccomandato per persona.

Salmone. Il salmone ed i pesci grassi in genere contengono un buon quantitativo di vitamina D. Qui basti sapere che 100 grammi di salmone affumicato apportano 685 UI di vitamina D. Il salmone è anche una importante fonte di Omega 3 (per intenderci, gli acidi grassi considerati benefici per il sistema cardiocircolatorio).

Aringhe e sardine. Tutti sappiamo come il pesce, specie se di stagione, rappresenti un alimento ricco di preziose sostanze nutritive. Tra queste, oltre il contento proteico, c’è anche quello di vitamina D che migliora, tra l’altro, anche l’assorbimento del calcio. Considerate a torto pesci poveri, le aringhe e le sardine dovrebbero trovare spazio nell’alimentazione settimanale di tutti.

Tuorlo d’uovo. Le uova sono spesso al centro di controverse questioni. Quante se ne possono mangiare a settimana? Fanno bene o è meglio limitarne il consumo? Al di là di tali quesiti, è bene sapere come il tuorlo rappresenti una fonte nutriente non solo di vitamina D, ma anche di A, alcune del gruppo B e di carotenoidi. L’albume, di per sé, non comporta controindicazioni: consumatele intere.

Funghi. I funghi costituiscono un’ottima alternativa vegetale. Se si è vegani o vegetariani, per assicurarsi la propria dose di vitamina D si possono sempre consumare i funghi. Gli shiitake – particolarmente utilizzati nella cucina asiatica – ne sono ricchi così come i nostrani finferli. Questi sono facilmente riconoscibili per il loro colore giallo. Oltre ad essere ricchi della D, contengono vitamine del gruppo B.

Latte e derivati. Tra le sue diverse proprietà nutrizionali, anche il latte intero si distingue per l’alto contenuto di vitamina D. Facendo un esempio, un bicchiere di latte apporta circa 100 unità. Stesso discorso vale per alcuni suoi derivati come lo yogurt (specie quello intero). La vitamina D si trova anche nel latte di capra. In commercio, tuttavia, ne esistono versioni arricchite pensate per chi voglia favorire la salute delle ossa.

 

Quali sono i benefici della vitamina D

 

Durante l’inverno, quando non si ha la possibilità di esporsi ai raggi del sole, è bene introdurre tale preziosa vitamina nella nostra alimentazione. Oltre a favorire il benessere del sistema immunitario, un adeguato apporto di vitamina D garantisce una corretta mineralizzazione dello scheletro che, tradotto in parole povere, significa prevenire l’osteoporosi durante la vecchiaia o dopo la menopausa. La vitamina D svolge, inoltre, un significante compito nella prevenzione dell’insorgenza delle malattie vascolari. Eccone spiegata l’importanza.

 

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