La comunità rumena in Italia: tutto quel che c’è da sapere

Se la comunità rumena è la più numerosa tra quelle straniere in Italia, la ragione sta anche nel fatto che i rumeni per vivere da noi non necessitano di specifici visti. Che vengano qui per studiare, per lavorare o per qualsiasi altro motivo, i rumeni riescono a imparare l'italiano senza troppe difficoltà, visto che anche la loro è una lingua neolatina. E quando ci sono necessità specifiche relative alla lingua ci sono molte valide agenzie di traduzione che possono aiutare nella traduzione dal rumeno all'italiano di documenti con valore legale. 

Di tutti gli stranieri che vivono nel nostro Paese, i rumeni costituiscono poco meno del 23%; per avere un'idea della loro presenza, è sufficiente sapere che sia i marocchini che gli albanesi si fermano attorno al 9%. L'emigrazione dei romeni e il loro arrivo in Italia sono diventati molto più consistenti dopo il 2007, quando Bucarest è entrata a far parte della Ue: prima, infatti, i rumeni che giungevano in Italia erano a tutti gli effetti degli extracomunitari. In passato, dunque, avevano bisogno di un permesso di soggiorno; ora la circolazione è libera, senza limiti e senza confini. 

I cittadini rumeni che risiedono in Italia hanno la possibilità di richiedere la cittadinanza italiana sulla base del comma 1 dell'articolo 9 della legge n. 91 del 5 febbraio del 1992. La cittadinanza viene concessa, su proposta del Ministero dell'Interno, con decreto del Presidente della Repubblica. La richiesta può essere inoltrata da chi è nato in Italia e vi risiede da almeno 3 anni legalmente e dai figli o nipoti di cittadini italiani, sempre che si risieda nel nostro Paese da almeno 3 anni. La cittadinanza viene concessa anche ai cittadini stranieri che risiedono legalmente in Italia da 4 anni (visto che la Romania fa parte della Ue).

La domanda di cittadinanza deve contenere il titolo di soggiorno, il certificato di residenza, il certificato penale del Paese di origine e l'estratto dell'atto di nascita con le varie generalità. Essa va presentata alla Prefetturadi riferimento per il luogo in cui si risiede. Il modello su cui si compila l'istanza deve includere una marca da bollo da 14 euro e 62 centesimi e la ricevuta di versamento del contributo di 200 euro. La documentazione richiesta comprende anche lo stato di famiglia, il certificato dei carichi pendenti e del casellario giudiziale e, a seconda dei casi, la sentenza di adozione del Tribunale, il certificato di cittadinanza italiana dell'ascendente o del genitore o il certificato di riconoscimento dello status di apolide, insieme con i modelli fiscali dei redditi che sono stati percepiti nei tre anni precedenti.