Maddalena Via del Gusto – Sapori d’Autunno | Itinerarinelgusto

Maddalena Via del Gusto – Sapori d’Autunno | Itinerarinelgusto

A Manfredonia proseguono senza sosta gli appuntamenti all’insegna del gusto: il prossimo 24 novembre ritorna Maddalena Via del Gusto “Sapori d’Autunno”. Ancora una volta i ristoranti (Coppola Rossa, Baciati dal Mare, Bacco Tabacco e Venere, Osteria Boccolicchio e Calamarando) dell’ antico borgo marinaro presenteranno i piatti della tradizione locale abilmente rielaborati dagli chef e lo faranno nella stagione dei raccolti e della vendemmia, un momento nel quale si crea il connubio ideale per i sapori e i profumi che il territorio sa offrire. L’evento, patrocinato dal Comune di Manfredonia, da Manfredonia Turismo – Agenzia di promozione, Gal Daunofantino, Confcommercio Foggia e FederEventi, vede il riconoscimento anche del Touring Club Italia – Club di Territorio di Manfredonia e dell’Associazione Nazionale Celiaci.

Conto alla rovescia dunque per Maddalena Via del Gusto – Sapori d’autunno; un evento ormai affermato che coinvolge per ogni appuntamento centinaia di persone. Oltre ai prodotti gastronomici, al buon vino locale, spazio a musica live e ai bambini grazie all’animazione di Party con Gheghè.

Il MENU’ “itinerante” sarà così composto:
– Fantasie di mare manfredoniana con legumi e frutti di mare (Coppola Rossa).
– Crostino di funghi del sottobosco e alici marinate al rum (Baciati dal Mare).
– Semola con rape e cipolla dorata (Ristorante Bacco Tabacco e Venere).
– Vellutata di ceci con gamberi spadellati (Calamarando).
– Frollino con bavarese all’arancia glassata (Osteria Boccolicchio).

Ad accompagnare le portate 2 degustazioni di vino del territorio.

Il format prevede un ticket dal costo di € 12,00 con 5 portate, una per ogni ristoratore e 2 postazioni di vino. Ticket KIDS menù €3,00. Ticket degustazione Gluten FREE €4,00.

Altre esaltanti novità ci attendono nella prossima edizione. Grande attenzione ai più piccoli, che verranno trascinati nel percorso degustativo con un MENU’ BAMBINI a km zero, coinvolgendo aziende locali tra cui la Doemi. Largo interesse anche per le intolleranze alimentari. Oltre ad un corner dedicato, a cura dell’Associazione Italiana Celiachia Sez. Puglia, per sensibilizzare i fruitori sulle tematiche gluten free, è prevista una degustazione GLUTEN FREE e senza LATTOSIO in partnership con la Farmacia Centrale Murgo (unico punto prevendita ticket GLUTEN FREE). Per l’occasione lo Chef Barbecue Felice Mondo preparerà dei sandwich con Pulled Pork di Capocollo, che verranno accompagnati da dolcini mignon del laboratorio artigianale Gustami di Cerignola ed un bicchiere di birra – tutto rigorosamente senza glutine e senza lattosio. Spazio anche all’eco-sostenibilità grazie al marchio ECOFESTE – eventi sostenibili, uno strumento per sensibilizzare i cittadini sulla riduzione dei rifiuti durante le manifestazioni pubbliche ed un maggior rispetto
dell’ambiente.

“Maddalena Via Del Gusto è un progetto ambizioso, che punta e divenire l’evento trainante dell’inverno pugliese e della provincia di Foggia – dichiara Antonio De Michele, event planner di Com.unica – agenzia organizzatrice dell’evento. Dopo i due sold-out, quello di carnevale scorso e del 31 ottobre con lo speciale Hallowen, la manifestazione ci accompagnerà fino a febbraio con altri 4 appuntamenti: 24 novembre e 22 dicembre 2017, 26 gennaio e 16 febbraio 2017″.

Altro prestigioso traguardo, per il 24 novembre, l’inserimento della manifestazione nel BLACK FRIDAY organizzato dalla Confcommercio Foggia nella città di Manfredonia. Al termine della lunga giornata dedicata allo shopping a prezzi scontati, spazio al buon cibo, alla convivialità e al divertimento con Maddalena Via del Gusto. Media partner dell’evento Manfredonianews.it e ilSipontino.net.

Come da continue richieste, anche la PREVENDITA dei ticket questa volta sarà estesa ai territori limitrofi come di seguito riportato:
Manfredonia: Infopoint Gal Daunofantino – Piazzetta Mercato, tel. 0884271903
Presso i 5 Ristoranti aderenti (Coppola Rossa, Baciati dal Mare, Bacco Tabacco e Venere, Osteria Boccolicchio e Calamarando)
Foggia: Gelateria Gabrielino, Piazza Umberto Giordano, tel. 0881720970
Mattinata: Gelateria Gabrielino, Via Giuseppe Garibaldi, 4-6, tel. 0884559444
S. G. Rotondo: Lab. Urb.ArteFacendo – Via P. Luigi Amigò,tel. 3669404991
Monte Sant’Angelo: Bayron Caffè – Via Manfredi 19, tel. 3470740297
Prevendita ticket Gluten Free – UNICO PUNTO PREVENDITA – Farmacia Centrale Murgo – Manfredonia, tel. 0884582029

Per ulteriori informazioni
Tel. + 331 4795916
facebook/maddalenaviadelgusto
facebook/com.unicaMF

Vuoi ricevere un avviso quando verranno pubblicati nuovi eventi e percorsi riguardanti questa regione?

Fonte: Maddalena Via del Gusto – Sapori d’Autunno | Itinerarinelgusto

Pollo ai funghi: la ricetta del secondo piatto veloce e gustoso

Pollo ai funghi: la ricetta del secondo piatto veloce e gustoso

Il pollo ai funghi è un secondo piatto con contorno veloce e gustoso, una pietanza semplice da preparare e che piacerà a tutti. Nella nostra ricetta abbiamo utilizzato il petto di pollo e i funghi champignon, ma potete realizzarla anche utilizzando diverse parti del pollo o altre tipologie di funghi, come i porcini. Realizzarla è davvero semplice: vi basterà passare il petto di pollo nella farina, farlo rosolare in padella con la cipolla, sfumarlo con il vino bianco e poi aggiungere i funghi, facendo cuocere fino ad amalgamare bene i sapori, aromatizzando poi con una spolverata di prezzemolo. Una volta pronto, il piatto andrà servito in tavola ben caldo, per guastarlo al meglio in tutta la sua cremosa bontà.

Come preparare il pollo ai funghi.

Tritate la cipolla e fatela soffrigere in una padella con l’olio.(1) Ora prendete il petto di pollo, liberatelo dell’ossicino centrale e dei filamenti di grasso (2) e tagliatelo a fette, piò o meno spesse, a seconda dei gusti. Mettete la farina su un piano di lavoro e infarinate il pollo.(3)

Pulite i funghi con un panno umido per eliminare eventuali residui di terra e tagliateli a fette.(4) Una volta che la cipolla sarà ben dorata, aggiungete il pollo e fate rosolare da entrambe i lati. Versate nella padella il bicchiere di vino bianco e fate sfumare. Unite ora i funghi, coprite con un coperchio e fate cuocere per 10 minuti: controllate che il fondo non sia asciutto, altrimenti aggiungete un po’ di acqua o di brodo vegetale. Portate a termine la cottura aggiungendo il sale e il prezzemolo tritato.(5) Mescolate per un paio di minuti per far insaporire il tutto. Il vostro pollo ai funghi è pronto per essere servito e gustato ben caldo con il suo condimento cremoso.(6)

Consigli.

Per ridurre i tempi di cottura potete tagliare il petto di pollo in modo da realizzare dei bocconcini: le dimensioni ridotte permetteranno una cottura molto più rapida. In questo modo potrete preparare la pietanza in pochi minuti.

Se preferite potete sostituire l’olio con il burro e utilizzare l’aglio al posto della cipolla, in base ai vostri gusti personali.

Se non avete i funghi freschi potete utilizzare in alternativa quelli surgelati oppure i funghi secchi. Se utilizzate qualli surgelati cuoceteli prima a parte, per eliminare l’acqua in eccesso, e aggiungeteli al pollo una volta rosolato. Mescolate e fate insaporire per alcuni minuti prima di servire.

Se utilizzate i funghi porcini diminuite la quantità, in quanto hanno un sapore più intenso rispetto agli champignon.

Se amate i sapori speziati, a metà cottura potete aggiungere un po’ di curry, per donare al vostro pollo ai funghi un sapore davvero unico.

Come conservare il pollo ai funghi.

Potete conservare il pollo ai funghi in frigo per 2 giorni al massimo in un contenitore ermetico. Prima di servirlo riscaldatelo leggermente in padella aggiungendo, se necessario, un po’ di olio e gustate ben caldo.

Fonte: Pollo ai funghi: la ricetta del secondo piatto veloce e gustoso

Life style ed ecologicità: si può fare!

Life style ed ecologicità: si può fare!

Fino a qualche anno fa seguire uno stile di vita green spesso coincideva con il venir considerati alla stregua degli hippie sopratutto per la qualità e lo stile di tutta una serie di prodotti. Essere green invece attualmente può essere estremamente trendy ed in alcuni casi perfino luxury! Insieme ad AlgoNatural boutique specializzata in abbigliamento biologico per bambino ed adulto, vedremo come il mondo del green e del naturale si stia muovendo verso una filosofia capace di attrarre anche i soggetti più fashion.

Cominciamo proprio dall'abbigliamento biologico. Se fino a qualche anno fa vestirsi con fibre naturali ed abiti realizzati secondo procedure etiche, poteva far si che ti scambiassero per un hyppie ora l'abbigliamento naturale si compra in boutique e non ha nulla da invidiare alle produzioni di massa. I capi sono belli, vari, confortevoli e danno una piacevole sensazione sulla pelle in quanto non sono realizzati attraverso l'uso massiccio di sostanze chimiche. Cosa volere di più?

Passiamo quindi alla cosmetica bio che in Italia rappresenta un panorama in continua espansione con sempre più negozi specializzati, fiere di settore ed utilizzatrici che difendono a spada tratta i benefici dei prodotti di bellezza green. Si va dalle classiche erboristerie alle bio profumerie. Il makeup in particolare sembra avere fatto passi da gigante ampliando di moltissimo la sua proposta di prodotti ed in molti casi andando a sconfinare in quello che è il mondo del lusso. Le parole d'ordine della cosmetica bio? “Vegan” e “Zero parabeni”.

Il cibo bio è forse la categoria merceologica grazie alla quale la maggior parte di noi ha scoperto il mondo del naturale. Negozi e supermercati bio sono diffusi ormai ovunque ed anche online è possibile reperire un sacco di alimenti. Senza contare che anche le principali catene di hard discount hanno arricchito la loro proposta di prodotti con cibi bio ed in particolare vegetariani. La diffusione del cibo bio e vegan soprattutto, ha a sua volta stimolato la nascita di numerosi ristoranti green per tutte le fasce di prezzo anche quelle adatte ai veri gourmet.

Esistono molti altri settori che stanno emergendo per quanto riguarda la sostenibilità. Il mondo dei trasporti per esempio, con auto elettriche che a livello di prestazioni non hanno nulla da invidiare a quelle a benzina. Anche gli hotel green stanno cominciando a spuntare qua e la, anche se per il momento non sono ancora alla portata di tutti trattandosi di “green resort” dai prezzi riconducibili al mondo del lusso.

Soufflé al cioccolato: la ricetta originale del dolce al cucchiaio

Soufflé al cioccolato: la ricetta originale del dolce al cucchiaio

Media 30min Per 4 persone kcal 230

ingredienti

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

Il soufflé al cioccolato è un invitante tortino tipico della tradizione francese a base di cioccolato, latte, zucchero e uova.

Versate il latte all’interno di una pentola dal fondo spesso e portate a bollore il latte a fuoco lento mescolando di tanto in tanto. Aggiungete il cioccolato a pezzetti e continuate a mescolare per scioglierlo completamente incorporando anche lo zucchero a velo(1). Aggiungete a questo punto i tuorli e mescolate rapidamente fino ad ottenere una crema corposa e liscia priva di grumi (2). Nel frattempo in una planetaria o con l’aiuto di fruste elettriche montate a neve gli albumi con lo zucchero a velo (3).

Aggiungete gli albumi al composto di cioccolato a temperatura ambiente ed amalgamateli con movimenti dal basso verso l’alto in modo da non smontare il composto (4). Imburrate gli stampi da soufflé e cospargete la superficie di zucchero. Versate l’impasto fino a 3/4 ed avvolgete gli stampi con carta da forno alta circa 8 cm per fare in modo che nella cottura il soufflé non fuoriesca e riesca a crescere verso l’alto (5). Trasferite gli stampi in una teglia e cuocete i soufflé in forno statico a 200°C per circa 12 minuti. Cospargete con zucchero a velo e servire ancora caldo (6).

Consigli di preparazione.

Preparare il soufflé al cioccolato può sembrare semplice da preparare ma bisogna fare molta attenzione in alcuni passaggi per ottenere un dolce alto e cotto alla perfezione

  • Mescolate spesso il latte e portatelo a bollore a fuoco basso per evitare di bruciarlo e la pellicola che si formerebbe con il calore che porterebbe quindi alla presenza di grumi.
  • Sciogliete la cioccolata fuori dal fuoco per evitare ogni rischio di bruciarla.
  • Mescolate rapidamente una volta aggiunti i tuorli per evitare che il calore faccia coagulare l’uovo.
  • Lasciate raffreddare il composto al cioccolato portandolo a temperatura ambiente.
  • Incorporate gli albumi con movimenti dal basso verso l’alto per evitare di smontare il composto dal momento che l’aria  incorporata all’interno sarà l’unico elemento a far crescere il vostro soufflé.
  • Non livellate il composto nello stampino con il classico errore dello sbattere lo stampino sul tavolo: in questo modo rompereste tutte le bolle di aria create all’interno vanificando il lavoro ed impedendo che il soufflé cresca.
  • Non aprite il forno per alcuna ragione fino al termine della cottura, quindi immergendo uno stuzzicadenti al centro del soufflé testatene la cottura: se ne verrà fuori pulito sarà cotto alla perfezione.

Differenza tra soufflè e tortino al cioccolato.

La differenza tra il soufflè al cioccolato e il tortino è nella consistenza del dolce: il soufflè è morbidissimo, il tortino ha un cuore caldo e cremoso. Inoltre le preparazioni sono notevolmente diverse anche se gli ingredienti sono simili.

Conservazione.

Trattandosi di un composto delicato che smonta facilmente è consigliabile consumare il soufflé al cioccolato immediatamente dopo la preparazione.

Fonte: Soufflé al cioccolato: la ricetta originale del dolce al cucchiaio

Acquistare makeup: ecco come fare acquisti più consapevoli.

Acquistare makeup: ecco come fare acquisti più consapevoli.

E' sempre la stessa storia. Quando uscite da un negozio non sempre quello che avete comprato è quello che rispecchia veramente le vostre necessità. Sembra accadere in particolare quando uscite da una profumeria. Colpa a volte di personale poco preparato o più frequentemente della necessità dello staff di rifilarvi l'ultimo profumo uscito o il brand di makeup per il quale c'è più hype. Insieme a Donna e Dintorni beauty blog come fare acquisti di prodotti di bellezza più consapevoli.

Fare acquisti consapevoli coincide con la conoscenza approfondita della vostra pelle. E' secca, è mista, è reattiva, è sensibile? Non fatevi conquistare dall'ultimo fondotinta ultra resistente per pelle grassa se voi l'avete estremamente secca, sarebbe un disastro! Non portatevi a casa la crema più vista sulle riviste femminili se contiene dei principi attivi che non vi servono o peggio alle quali siete sensibili. E gli esempi possono essere numerosissimi quando si parla di epidermide.

La stessa cosa può valere per i colori del vostro viso. Non accettate un rossetto viola se avete i denti gialli: peggiorerebbe sensibilmente la situazione. Allo stesso tempo se siete una ragazza con pelle chiara-rosata, occhi e capelli chiari, non accettate un rossetto color malva: vi farebbe apparire stanche e sbattute. Questi sono solo due esempi ma ce ne potrebbero essere a decine! Il consiglio è, più che mettervi nelle mani della prima commessa, fare una chiaccherata con una makeup artist professionista o con una consulente di immagine che sono ad oggi, le migliori professioniste alle quali vi potete rivolgere quando si conoscere quali sono “i vostri colori”.

Una questione simile a quella della conoscenza della vostra epidermide, è quella che riguarda le formulazioni più adatte alla vostra pelle ed alla stagione in cui ci troviamo. Chi ha la pelle particolarmente secca per esempio per il lavaggio quotidiano del viso dovrà preferire un latte detergente. Oppure se avete la pelle mista d'estate optate per un detergente più purificante mentre d'inverno date la preferenza ad uno più delicato.

Infine cominciate a prendere confidenza con gli INCI dei prodotti, ovvero con l'elenco degli ingredienti questo vi permetterà di non venire imbrogliate quando cercano di proporvi un prodotto come biologico quando invece non lo è affatto.

Insomma come potete capire se seguite queste semplici regole potrete portarvi a casa non solo prodotti che effettivamente fanno per voi, ma potrete anche risparmiare denaro evitando di portarvi a casa prodotti inutili, dannosi o di cui non avete bisogno.

Bignè alla crema: la ricetta facile per farli in casa

Bignè alla crema: la ricetta facile per farli in casa

Difficile 2h Per 16 persone kcal 340

ingredienti

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

I bigné alla crema sono un dolce a base di pasta choux ripiena di crema pasticcera alla vaniglia dall’aspetto apparentemente innocuo ma che racchiude un ripieno ed un gusto davvero irresistibile.

Preparate la crema pasticcera montando le uova e lo zucchero con una frusta o con l’aiuto di una planetaria (1). Aggiungete l’amido di mais e continuate a mescolare fino ad ottenere un composto completamente liscio ed omogeneo (2). Versate man mano il latte a temperatura ambiente e continuate a mescolare (3).

Trasferite il composto ottenuto in una pentola e portate a bollore mescolando spesso fino ad ottenere la consistenza desiderata. Trasferite la crema pasticcera ottenuta in una ciotola e coprite a filo con pellicola (4). Preparate la pasta choux versanto sciogliendo il burro insieme all’acqua in una pentola capiente e portando a bollore. Versate tutta in una volta la farina (5). Mescolate rapidamente l’impasto finché la farina non si sarà completamente amalgamata e quando l’impasto inizierà a staccarsi dalle pareti della pentola (6).

Trasferite immediatamente l’impasto all’interno di una planetaria o di una ciotola capiente ed incorporate le uova precedentemente sbattute continuando a lavorare l’impasto finché non inizierà a staccarsi dalle pareti della planetaria (7). Trasferite l’impasto all’interno di una sac à poche e formate i bignè all’interno di una teglia imburrata. Cuoceteli a 200°C fino a completa doratura (8). Una volta che la crema pasticcera si sarà completamente raffreddata, trasferitela in una sac à poche con la punta tonda e liscia. Farcite uno alla volta i vostri bigné disponendoli a piramide o formando una torre (9).

Consigli di preparazione.

Preparare i bignè alla crema richiede diversi passaggi quindi è bene fare attenzione in qualche punto chiave per ottenere ogni volta un risultato perfetto

  • Amalgamate le uova con lo zucchero fino a scioglierlo completamente.
  • Unite l’amido setacciato lentamente e mescolate accuratamente per evitare la formazione di grumi.
  • Una volta aggiunto il latte mescolate con cura per ottenere un composto omogeneo.
  • Fate attenzione a girare spesso la crema pasticcera per evitare che l’uovo coaguli per il calore e ne rovini il sapore.
  • Trasferite immediatamente la crema pasticcera in un’altra ciotola per interrompere la cottura e coprite con pellicola a contatto per evitare che raffreddando formi una pellicola in superficie che, mescolando poi la crema, formerebbe inevitabilmente dei grumi.
  • Lasciate raffreddare la crema pasticcera in freezer per abbatterne la temperatura e ridurre la carica batterica che si svilupperebbe lasciandola raffreddare a temperatura ambiente.
  • Per la pasta bignè versate tutta insieme la farina e mescolate rapidamente per evitare la formazione di grumi ed il completo assorbimento.
  • Trasferite immediatamente l’impasto in una ciotola per interromperne la cottura e versate le uova in due momenti per permetterne il completo assorbimento.
  • Imburrate la teglia in cui formate i bignè e rimuovetene l’eccesso con carta assorbente in modo che possano crescere senza attaccarsi del tutto.

Conservazione.

Potete conservare i bignè alla crema per circa due giorni tenendoli coperti e ad una temperatura di circa 8-10°C.

Fonte: Bignè alla crema: la ricetta facile per farli in casa

I must have primavera estate 2018: le borse firmate più desiderate

I must have primavera estate 2018: le borse firmate più desiderate

La borsa è, da sempre, uno dei desideri femminili sempre in attivo, che sottolineano umore, personalità e danno quel tocco glamour, ad ogni outfit.

Per la primavera estate 2018, i migliori brand internazionali, hanno studiato e realizzato delle borse funzionali, che hanno lasciato a bocca aperta, durante le sfilate in passerella. Le borse firmate dagli stilisti più famosi, sono oggetto di eterna curiosità e tendono sempre a definire un'intera collezione.

Tra i modelli più cool, che si avrà modo di sfoggiare primavera prossima, tornano i grandi classici come le tracolle e borse a mano. La grande novità in passerella è stata sicuramente la belt beg ed il ritorno del marsupio (amore o odio per questo accessorio?). 

Alla sera, hanno pensato di non far passare inosservati, realizzando delle pochette e delle clutch da vere star del red capert.

Le borse firmate, must have primavera estate 2018

Hanno conquistato le passerelle di New York ed hanno lasciato meravigliate le passerelle di Milano, durante la fashion week. I brand internazional, hanno puntato sul potere che la borsa può avere sulle donne, colpendole direttamente al cuore, proponendo modelli di ogni genere, che possono essere portati in ufficio o a cena con gli amici.

Le borse firmate della prossima primavera estate 2018, accompagnano verso un'ardua scelta e al desiderio di acquistarle tutte, cambiandole ad ogni ora del giorno.

Ma quali sono? Scopriamole insieme:

  • Celine 2018 è rigorosamente bianca, in pelle. Non si porta più al braccio. Se si vuole esssere top, questa primavera estate si dovrà portare a mano sportivamente. Una borsa media, elegante, ideale per ufficio e per apertivo;
  • Nina Ricci, propone una sacca in argento, estremamente elegante e funzionale. Anche in questo caso, la regola è di "tenerla in braccio", senza indossarla direttamente. I dettagli color corda, aiutano ogni outfit ad essere strabiliante, soprattutto se abbinata alla cintura coordianta, sempre Nina Ricci;
  • Miu Miu propone una versione pink, per la sua borsa da sera, rigida in pelle, da portare a mano, senza indossarla. Piccola ma di estremo carattere;
  • Louis Vuitton come sempre stupisce e non delude: le sue mini bag con logo, da utilizzare durante il giorno o anche di sera, che si fondono perfettamente con ogni tipo di stile e di scarpa;
  • Gucci rispolvera il marsupio con due versioni di riferimento: una total blu, con il solo logo in oro ed un'altra con tutti i loghi del brand, in versione classica. Questa primavera il marsupio sarà un must have;
  • Tra le borse firmate più desiderate, la clutch di Chanel in versione classica, con logo e senza logo, da utilizzare rigorosamente a mano, sportivamente – quasi come per portare la spesa a casa.

Cibus in Itinere. I Percorsi del Gusto atto II | Itinerarinelgusto

Cibus in Itinere. I Percorsi del Gusto atto II | Itinerarinelgusto

Cibus in Itinere si sta declinando nel suo percorso di gusto attraverso gli incontri tematici, nei quali la materia prima viene studiata, percepita e proposta con un nuovo spirito, che attinge comunque dalle radici della tradizione e che vuole far sì che i piatti preparati parlino quasi…da soli! Dopo la prima “tappa”enogastronomica dedicata ai Colori del Cibo, l’operazione di avvicinamento e di riconoscimento delle materie prime procede attraverso le aree tematiche concepite come tavolozze in cui i colori sono i vari cibi, che diventano così ingredienti di un puzzle più ampio e complesso, eppure semplice. I Sentieri del Cibo tracciano quindi la via nella seconda serata, che si terrà giovedì 23 novembre alla Trattoria Zamboni di Lapio. Protagonisti saranno gli alpeggi con i formaggi crudi d’allevo, vaccini o caprini, che portano dentro di sé il profumo dell’estate passata in malga. Si alterneranno agli stagionati a pasta dura e ai formaggi a pasta pressata. Le valli saranno presenti con le carni di cortile come l’oca e anitra, accompagnata dai funghi e dalle castagne delle colline, dal brolo si raccoglieranno melograni e cachi, mentre dal vicino orto, verze e broccoli diventano gli ingredienti preferiti di interessanti abbinamenti e invenzioni , con la pasta fresca che domina i primi piatti esaltandoli. Le combinazioni fra isole, divise per contenuti (animali da cortile, pasta fresca, verdure e ortaggi, frutta), diventeranno il gioco di abbinamenti, creatività e contaminazioni fra i cuochi stessi, che useranno gli ingredienti con maestria e versatilità, fino ad arrivare a giocose invenzioni enogastronomiche, arditi e interessanti connubi. Il gioco rimescola le carte e niente è mai uguale a se stesso. E, anche in questo caso, si imparerà solo giocando. Quando gli ospiti, da semplici spettatori, diventeranno protagonisti. In una sorta di caccia al tesoro, attraverso percorsi guidati (ma non troppo) che serviranno a sottolineare e a valorizzare i contenuti dei vari piatti attraverso l’uso delle materie prime. La varietà di proposte e di idee scaturite dalla sessione della prova piatti renderà difficile l’assegnazione del piatto migliore. Ogni assaggio porta in sè passione, amore per la propria terra e il proprio lavoro, ricerca, innovazione, creatività e inventiva. Nel solco di una tradizione che vede la cucina delle Buone Tavole sempre protagonista nell’approccio con il proprio cliente. Il percorso di gusto seguirà il cammino della golosità fra panciuti cestini guarniti di funghi trombette da morto, tortelli ripieni di formaggi, di verdure o di carni, inframezzati da una rigenerante zuppa di cipolle all’Asiago Mezzano. Seguiranno oche e anitre, cotte e servite in modo diverso e sempre estremamente gustoso e appetitoso, mentre un florilegio di formaggi e confetture introdurrà il dessert di rara delicatezza e impatto scenografico. Per percorrere le nuove rotte del gusto insieme a Monica Gianesin della Trattoria Albergo Isetta di Grancona, Gino e Luisa Gasparella del “Piccolo Mondo” di Zovencedo, Giuseppe Zamboni della Trattoria Zamboni di Lapio e Roberto Berno dell’Antica Trattoria “Al sole” di Castegnero.

Titolo dell’evento: Cibus in Itinere. I Percorsi del Gusto atto II

Cibus in itinere – I Sentieri del Cibo tracciano la via nella seconda serata, che si terrà giovedì 23 novembre 2017 alla Trattoria Zamboni di Lapio (VI). Stagionalità e territorio si uniranno a innovazione e sperimentazione fino a trovare una dimensione nuova nello stesso allestimento delle serate dedicate alla “buona tavola”.

Luogo: Trattoria Zamboni – Lapio di Arcugnano (VI)
Indirizzo: Via S. Croce, 73, Lapio di Arcugnano (VI)

Organizzazione: Le Buone Tavole dei Berici

Sito web per approfondire: http://www.lebuonetavoledeiberici.i…

Vuoi ricevere un avviso quando verranno pubblicati nuovi eventi e percorsi riguardanti questa regione?

Fonte: Cibus in Itinere. I Percorsi del Gusto atto II | Itinerarinelgusto

Risotto al Barolo: la ricetta del primo piatto gustoso e raffinato

Risotto al Barolo: la ricetta del primo piatto gustoso e raffinato

Facile 30min Per 4 persone kcal 150

ingredienti

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

Il risotto al Barolo è una ricetta che appartiene alla cultura e alla tradizione culinaria piemontese, un primo piatto dal gusto deciso a base di uno dei vini più pregiati delle Langhe, il Barolo, con il suo sapore robusto e asciutto è ideale sia da bere per accompagnare piatti di carne, ma anche per preparare un risotto che ne esalti le qualità aromatiche. Si tratta di una pietanza davvero semplice da preparare: vi basterà rosolare il cipollotto, o la cipolla, nel burro, far tostare il riso, versare poi il vino e man mano il brodo di carne e infine, il parmigiano grattugiato, fino a realizzare un risotto cremoso e profumato che conquisterà i vostri ospiti.

Come preparare il risotto al barolo.

Per cominciare preparate il brodo di carne che vi occorrerà per cuocere il riso. Tritate il cipollotto,(1) fate sciogliere il burro in una padella e, quando sarà completamente fuso, unite il cipollotto e rosolatelo a fuoco lento per circa cinque minuti. Aggiungete il riso e tostatelo per qualche minuto mescolando di continuo. Aggiungete poi il Barolo e, quando sarà evaporato quasi del tutto, unite man mano il brodo e mescolate per evitare che si attacchi.(2) Aggiungete altro mestolo di brodo ogni volta che quello precedente è stato assorbito e cuocete per circa 15 minuti. Aggiungete il sale quasi a fine cottura. Infine mantencate con un po’ di burro e il parmigiano grattugiato, fino ad amalgamare bene gli ingredienti. Il vostro risotto al Barolo è pronto per essere impiattato e servito.(3)

Consigli.

Potete profumare il vostro risotto al Barolo aggiungendo in fase di mantencatura qualche foglia di alloro, di timo o di maggiorana, che potrete utilizzare anche per decorare il piatto.

Al posto del parmigiano potete utilizzare il Caltelmagno grattugiato, un formaggio piemontese a pasta semidura che ben si abbina con il Barolo.

Se in casa non avete il Barolo potete utilizzare anche un altro vino rosso che dovrà essere però corposo. Ovviamente il sapore sarà diverso, ma ugualmente gustoso.

Per rendere più gustoso e ricco il vostro risotto al Barolo potete aggiungere del formaggio morbido come il Bra o il Taleggio.

Come conservare il risotto al barolo.

Potete conservare il risotto al Barolo in frigo per 2 giorni al massimo in un contenitore con chiusura ermetica.

Fonte: Risotto al Barolo: la ricetta del primo piatto gustoso e raffinato

Giuggiole: cosa sono, proprietà e perché sono scomparse

Giuggiole: cosa sono, proprietà e perché sono scomparse

Sopravvissute nel modo di dire “andare in brodo di giuggiole”, ma scomparse dalle tavole in tutto l’occidente decenni fa, le giuggiole sono dei frutti molto interessanti sia per il loro sapore, che per le loro proprietà benefiche. L’albero di giuggiole (dattero Cinese) è originario della Cina, ma ha una lunghissima tradizione anche in Italia. Riscopriamo le giuggiole per ridare volto e onore a questo straordinario frutto.

Cosa sono le giuggiole?

La giuggiola è il frutto prodotto dalla pianta del giuggiolo. Si tratta di un piccolo arbusto di provenienza asiatica, che nel corso dei secoli si è diffuso nei paesi mediterranei e in Italia. Il motivo della loro rarità è che non ne esiste una coltivazione intensiva e la produzione è ristretta ad un ambito familiare.

L’albero è originario dell’Africa settentrionale e della Siria, e da lì ha trovato fortuna e un clima adatto in Cina e India. In Italia è arrivato con i romani che lo chiamarono Zizyphus, il suo nome scientifico. In Italia oggi viene coltivata solo in alcune zone della Toscana, Campania e Veneto.

Il gioggiolo è coltivato per i suoi prelibati frutti, ma anche perchè adatto ad essere usato come pianta ornamentale. I frutti sono delle drupe che hanno un unico seme all’interno. Hanno le dimensioni più o meno di un’oliva, con buccia di colore dal rosso porpora al bruno rossastro e polpa giallastra. La sua polpa ha una consistenza compatta e farinosa, dal sapore dolce leggermente acidulo, che ricorda quello della mela.

Giuggiole come si mangiano

Le giuggiole si possono consumare sia fresche che essiccate. Le migliori varietà fresche, dai frutti più piccoli e più succosi, sono le Sugar Cane, le Li, le Sherwood, le Chico e le Honey Jar. Le migliori varietà da essiccazione sono le Lang e le Shanxi Li. I cinesi consumano spesso le giuggiole come spuntino naturale o dessert che non fa ingrassare.

Potete consumarle come snack spezza fame, integrarle nella preparazioni di dolci o per preparare delle squisite confetture. Potete inoltre utilizzare questi frutti come dolcificante in alternativa dello zucchero.

Vitamine, minerali e calorie delle giuggiole

Questo frutto è ricco di vitamine e minerali. Le sostanze nutritive maggiormente rappresentate nelle giuggiole sono il fosforo, il potassio, il rame, la vitamina B3, il calcio, il manganese, il ferro e in particolare la vitamina C. Sono inoltre ricche di acqua ma povere di grassi e proteine. Le calorie delle giuggiole sono 79 ogni 100 gr di prodotto.

Proprietà e benefici delle giuggiole

Le giuggiole sono state utilizzate per secoli nella medicina tradizionale orientale per curare una grande varietà di disturbi. La giuggiola può essere consumata cruda, ma i suoi benefici vengono potenziati se viene elaborata attraverso la bollitura, cottura o essiccazione.

Ecco le principali proprietà benefiche, curative e nutritive dei frutti delle giuggiole.

Antiossidanti: Sono ricche di polifenoli e vitamina C, potenti antiossidanti: aiutano a contrastare l’azione nociva dei radicali liberi mantenendo la pelle più giovane;

Aiutano in caso di stitichezza: Hanno proprietà lassative grazie al contenuto di antrachinoni e fibre che aiutano sia l’intestino che la digestione. Le giuggiole sono un frutto lassativo;

Rinforzano il sistema immunitario: Grazie alla vitamina A e alla vitamina C aiutano a rinforzare il sistema immunitario;

Utili per chi soffre di pressione alta: Sono in grado di regolare la pressione sanguigna grazie ai flavonoidi e ai glucosidi, elementi che riescono ad agire positivamente sulla pressione alta;

Salute ossea: Grazie alla presenza di ottimi livelli di calcio, fosforo e ferro, le giuggiole contriuiscono alla salute delle salute ossa;

Aiutano in caso di ansia, depressione: Nella medicina orientale vengono utilizzate per combattere i sintomi della depressione, dell’irritabilità e dell’astenia;

Il detto “Andare in brodo di giuggiole”

Il brodo di giuggiole è un liquore composto, preparato a partire dalle giuggiole appassite. “Andare in brodo di giuggiole” è una famosa espressione, che indica uno stato d’animo di grande soddisfazione e godimento.

L’origine del detto è un’alterazione dell’espressione di provenienza toscana “andare in brodo (o broda) di succiole” e lo stato di contentezza a cui fanno riferimento i due detti popolari si collegano alla bontà dei frutti citati.

Brodo di giuggiole ricetta

  • Procuratevi delle giuggiole mature, delle mele cotogne, uva rossa e limone biologico;
  • Disponete le giuggiole in un cestino e lasciatele appassire per due, tre giorni;
  • Lavate le giuggiole ed eliminate il nocciolo;
  • Lavate l’uva. Mettete le giuggiole in una pentola, aggiungete l’uva e lo zucchero;
  • Ricoprite il tutto con acqua, accendete il fuoco e lasciate bollire per 90 minuti senza coperchio, mescolando ogni tanto;
  • A questo punto aggiungete le mele cotogne e mescolate;
  • Dopo circa un’ora l’acqua si sarà asciugata. Aggiungete dunque il vino, alzate la fiamma e lasciate evaporare;
  • Quando il brodo sta gelificando, aggiungete la buccia del limone grattugiato;
  • Quando il composto avrà assunto una consistenza cremosa, toglietelo dal fuoco, lasciatelo intiepidire e  passatelo al setaccio;
  • Lasciatelo quindi raffreddare e poi travasatelo in bottiglie sterili;
  • Conservate il brodo di giuggiole in un luogo fresco e buio;

Fonte: Giuggiole: cosa sono, proprietà e perché sono scomparse